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Edizioni 2.0, agenzia di contenuti, progetta prodotti editoriali per piccoli e grandi marchi, spaziando dalla brochure al video tutorial, dalla newsletter fino al magazine vero e proprio o al libro. I nostri settori di eccellenza sono il food e il lifestyle. Come service editoriale e casa editrice curiamo anche nostre pubblicazioni diffuse in Europa o pubblicazioni chiavi in mano per clienti attivi nel mondo dell’editoria.
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Edizioni20 | creare un podcast 1

Lanciare un branded podcast: perché e come farlo

Il mercato dei podcast è in crescita anche in italia: nel 2019 gli ascoltatori di podcast sono stati 12,1 milioni con un incremento del 16% e di quasi 2 milioni di persone rispetto al 2018. Moltissimi i giovani che scelgono questa modalità di fruizione dei contenuti che pare siano ben quotati anche in famiglia grazie alla diffusione degli smart speaker molto utilizzati per l’ascolto in ambienti domestici (71%).

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Ma è davvero strategico?

Numerosi, di conseguenza, i brand che hanno scelto di utilizzare il podcast come strumento di marketing. Ma ad oggi è davvero proficuo aprire un nuovo canale di comunicazione per quanto in crescita? Come per ogni altro strumento, il podcast non dovrebbe essere lanciato solo perché tutti lo fanno, ma perché funzionale ai propri obiettivi strategici. Può essere senz’altro una buona idea se nel settore non c’è nessun altro che lo fa, se non ci sono podcast sull’argomento in italiano, oppure se il proprio target non è abituato a leggere molto. Fare un podcast risulta strategico anche se ci si rende conto che si ha bisogno di “più spazio” per parlare di sé, affrontando certe tematiche, spazio che su altri social non esiste perché soggetti a determinate regole.

Definire il messaggio 

L’aspetto più importante, però, resta il messaggio, ovvero la sua utilità per l’utente, se si tratta di un’utilità pratica o aspirazionale, se si vuole insegnare qualcosa o semplicemente intrattenere. Di conseguenza si deve fissare anche la durata del podcast, ovvero se di intende lanciare una collezione finita o se si pensa ad un appuntamento continuativo nel tempo.

Creare il format

In base al messaggio che si vuole trasmettere, bisognerà quindi stabilire un format. Si può pensare ad un format “solo” ad esempio per la formazione o il coaching, oppure ad un format intervista se si punta su interventi, consulenze ecc… In questo secondo caso si può anche prevedere un format più esteso, ad esempio, con anche la versione video per altri canali com You Tube.

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Come realizzare praticamente un podcast

Una volta deciso lo scopo e il format del podcast, si può entrare nel vivo degli aspetti tecnici: pensare ad un titolo (da poter leggere anche in micro), alla categoria e alla descrizione, facendo attenzione che anche in queste fasi si includano le keyowrds strategiche per il proprio business.

Per la registrazione ci sono tantissimi fattori da tenere in considerazione e tante fasce di investimento. Una piccola realtà, che abbia degli uffici a disposizione abbastanza raccolti (la voce si dovrebbe disperdere il meno possibile), può indubbiamente dotarsi inizialmente di un microfono cardioide ovvero che capti la fonte sonora che arriva frontalmente, riducendo al minimo tutto ciò che arriva dietro il microfono e di cuffie chiuse. Indispensabile, poi, un supporto per la registrazione (computer o registratore esterno) e un software di editing per editare ed esportare il file audio.

Come lanciare un podcast

Creato ed editato il format, non resta che pubblicarlo. Di solito i podcast si ascoltano dal telefono  attraverso applicazioni come Apple Podcasts, Google Podcast, Spotify. Pubblicare un podcast significa, quindi, farlo arrivare a tutte queste applicazioni. Per farlo c’è bisogno di creare il feed RSS del podcast e dei suoi episodi, ma la soluzione più semplice è quella di utilizzare un servizio che faccia questo al nostro posto, ovvero creare il feed e distribuire il podcast, come Spreaker.

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Da media a strumento di vendita

Il lavoro non è ancora finito, poiché se si vuole che il podcast rappresenti davvero uno strumento di marketing, occorre avere il podcast sul proprio sito e condividerlo attraverso gli altri canali (come Facebook o Instagram). L’ideale, quindi, è avere una pagina dedicata alla sezione podcast o un blog sul quale si possa pubblicare di volta in volta un post che lanci la nuova puntata, ricordando sempre di utilizzare le parole chiave per apparire tra i risultati di Google sugli argomenti affrontati nel podcast. Ancora meglio, se al post è legato un prodotto con specifica call to action che atterri su una pagina di vendita. E’ così che il podcast, da media, diventa una strumento di conversione!

Se vuoi lanciare un podcast oppure se hai in mente un prodotto editoriale e con questo post hai appena scoperto che il format giusto potrebbe essere un podcast, contattaci qui.

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Come un marchio può registrare la sua testata

Sono sempre più frequenti le aziende che scelgono di produrre un magazine on line o cartaceo, un modo efficace per stimolare il proprio pubblico fornendo informazioni interessanti e aumentando il valore del proprio marchio e la brand awareness. Insomma, i benefici e le opportunità dello scegliere di affiancare una comunicazione più istituzionalizzata a una più informale e di ampio spettro sono molti.

sito sinergia studio

 

Pubblicare una rivista però richiede competenze specifiche e un team di professionisti del settore. Ecco quindi che la testata viene affidata ad agenzie esterne che producono contenuti ad hoc e forniscono la loro expertise, già a partire dal primo passo fondamentale per ogni rivista: la registrazione. Ecco qualche indicazione generale che sarà utile a tutti i marchi interessati al brand publishing.

Quando bisogna registrare la propria testata?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo prima specificare cosa si intende per testata giornalistica, può sembrare scontato ma questa definizione è molto importante. La rivista è un qualsiasi mezzo di informazione con una pubblicazione periodica, frequente e regolare, il cui scopo è quello di raccogliere e divulgare. Questa definizione sancisce anche la differenza tra un blog, che non deve essere per legge immatricolato e una testata online, che invece deve seguire lo stesso procedimento di registrazione di una rivista cartacea. 

Magazine cover BIMBY

 

Chi sono gli attori coinvolti? 

L’attività dell’editore comporta un impegno costante e una ricerca molto approfondita, che spesso le aziende non sono in grado di attuare per mancanza di tempo o personale. Le informazioni divulgate attraverso la rivista devono essere verificate e trattate nel massimo del rispetto. La legge viene incontro alle aziende dando l’opportunità di dividere l’organizzazione della pubblicazione in tre ruoli essenziali:

  • Il proprietario è la persona o l’azienda che possiede la testata e ha la possibilità di delegare tutte le attività editoriali e di redazione all’editore. 
  • L’editore si occupa della creazione dei contenuti, della verifica delle informazioni e dell’impaginazione grafica. In poche parole di tutte quelle mansioni necessarie alla creazione di una testata. Un’agenzia esterna può ricoprire questo ruolo.
  • Il direttore responsabile deve essere per legge un/una giornalista iscritto all’albo. Si tratta di una figura altamente specializzata. Per questo motivo l’aiuto di un’agenzia esterna, capace di fornire una persona adatta a ricoprire questa carica, diventa indispensabile.

La registrazione è una procedura piuttosto semplice, con un costo decisamente ridotto e che non richiede l’intervento di un avvocato o di un notaio. Ogni tribunale mette a disposizione la modulistica necessaria, che le tre parti dovranno firmare. Le informazioni da completare riguardano il nome della testata, il provider del sito (nel caso di webzine) e il luogo di maggior diffusione. La testata deve essere registrata presso la sede dell’editore, che in accordo con l’azienda provvederà a registrarla presso il proprio Tribunale in pochi e semplici passi. 

Stai pensando di realizzare un magazine cartaceo o digitale per la tua azienda, oppure vuoi trasformare il tuo blog in una rivista vera e propria? Edizioni 2.0 è la casa editrice dei brand: affida a noi il tuo organo di stampa! Contattaci qui.

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Brand Narrative

Brand Narrative: schemi narrativi per storie avvincenti

Come in ogni fiaba che ci fa sognare, anche in una brand narrative efficace ci sono un eroe o un oggetto magico (identificabili nella marca o nel prodotto) che raccontano il loro mondo. Un’attività di storytelling che funziona, infatti, non può prescindere dagli schemi narrativi canonici della drammaturgia.

Se pensi che il tuo racconto di brand possa essere migliorato oppure se fino ad ora non hai ottenuto i risultati sperati, questo articolo fa al caso tuo.

Le marche più note sono quelle in grado di narrare storie avvincenti, rimanendo autentiche. Nel mondo di oggi non basta una comunicazione autoreferenziale: è importante che i prodotti o i servizi che vendiamo si trasformino in storie. Esse generano in noi emozioni, ricordi, attaccamento, interazione, attenzione: il nostro sistema cognitivo, infatti, ha una struttura narrativa.

E se l’insieme dei valori e l’identità di una marca devono rimanere pressoché invariati, in nome di quella coerenza che fa da fil rouge ad ogni racconto, le modalità narrative possono cambiare anche in relazione all’evoluzione delle tecniche comunicative. Non per questo, però, dimenticano il copione narrativo generale.

 

Qual è, dunque, questo copione? 

Brand narrative

 

Se la tua storia appare perfetta a chi la ascolta o la legge (non subisce ostacoli né intoppi), si dimentica più facilmente e presto il cliente passerà oltre. Scopri insieme a noi come far sì che questo non accada.

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Data Journalism: comunicare a colpo d’occhio

I fatti dell’attualità possono essere un ottimo punto di partenza per creare contenuti di brand ingaggianti, a patto che siano opportunamente collegati con il mondo della marca. E uno degli strumenti più efficaci per raccontare la realtà, è l’utilizzo dei dati.

Scegliere di lavorare con i dati significa passare attraverso 3 fasi di elaborazione:

Reperimento

Può avvenire attraverso ricerche commissionate ad hoc, ma anche tramite enti che mettono a disposizione dati in formato aperto: in Italia, il portale dati.gov.it, la community Spaghetti Open Data, la Fondazione Openpolis. Nel secondo caso è bene ricordare che i dati possono essere stati raccolti con obbiettivi differenti da quelli che vogliamo raccontare noi. L’interpretazione, la lettura e l’analisi diventano quindi passi ancor più importanti.

Analisi

È essenziale per capire qual è la storia che vogliamo raccontare, quali dati ci sono utili e quali, invece, è possibile scartare, come mettere insieme il materiale e utilizzarlo e quale linea evolutiva è possibile tracciare.

Rappresentazione

Fornire dati al consumatore può essere un’occasione unica perché stabilisce con lui un patto di fiducia importante, ma come renderli leggibili e interessanti ai suoi occhi? In una parola, come rappresentarli?

La data visualization o infografica, ovvero la rappresentazione grafica dei dati, è una delle metodologie più efficaci per comunicare “a colpo d’occhio”. Nella nostra epoca, sovraccarica di informazioni, infatti, le infografiche sono diventate un mezzo molto popolare e facilmente fruibile da qualsiasi genere di pubblico.

È sempre più prezioso essere in grado di utilizzare i dati tradotti in elementi visivi per raccontare delle storie. E mentre tradizionalmente siamo abituati a tracciare una linea distinta tra storytelling creativo e analisi tecnica, la comunicazione di oggi favorisce un approccio più fluido che ne permette l’incontro: la visualizzazione infografica si pone proprio come anello di congiuntura fra questi due importanti strumenti.

Esistono diversi tools per avvicinarsi al mondo delle infografiche, per raccogliere spunti o per crearne di proprie. Ecco i principali:

Infographic Journal è un archivio delle più belle infografiche che si trovano in rete.

Daily Infographic raccoglie infografiche su temi diversi: dalla cucina agli eventi sportivi fino alle tecniche di marketing e ale ultime notizie.

Cool infographics vanta una collezione di dati rappresentati visualmente davvero invidiabile!

Infogram permette di creare infografiche e report in modo intuitivo e in pochi minuti. Il sito offre un pacchetto gratuito per cominciare, che permette di realizzare fino a 10 progetti.

La raccolta, l’analisi e la rappresentazione dei dati sono passaggi importanti: trascurarli, anche solo in parte, può minare l’efficacia della comunicazione. Per questo lavorare con dei professionisti, può fare la differenza: contattaci per saperne di più.

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Da azienda a editore: guida pratica ai brand magazine

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: le storie sono più potenti del marketing. Quando un brand decide di raccontare la sua, nasce spontanea una domanda “quali strumenti utilizzare”?

 

La parola “comunicare” ha le sue radici nel latino communis (comune). Rendere comune, dunque… Ma che cosa? Nel caso delle marche, se stesse.

I magazine sono fondamentalmente relazioni: soddisfano le esigenze dell’audience e, fornendo informazioni e ispirazioni utili al lettore, creano un legame con lui. Questo legame può essere uno strumento potente per qualsiasi brand.

 

Certo, oggi più di ieri, ogni rivista deve lottare per ottenere attenzione, ma riuscirci può essere davvero vantaggioso. Creare un magazine che abbia una forte identità ti differenzia dai competitor e rende il lettore entusiasta di attendere l’uscita di un nuovo numero.

 

Ecco 5 strategie per creare un brand magazine efficace

 

Cover persuasive e convincenti

Una copertina che funziona non è solo foto patinate e caratteri in grassetto. Chiediti se il layout che hai pensato è in grado di attirare l’attenzione anche a 2 metri di distanza e, una volta che l’hai realizzato, rimani coerente così che i lettori possano identificare il tuo magazine a colpo d’occhio. Non avere paura di rompere gli schemi quando l’occasione richiede di uscire con un numero speciale.

 

Contenuti in linea con il tuo marchio

Non confondere i lettori (e gli inserzionisti) è l’obbiettivo da avere in mente nella scelta dei contenuti. Individua la tua nicchia di riferimento, stila un elenco dei suoi bisogni e crea un calendario editoriale che li soddisfi. Per individuare efficacemente come e dove posizionarti, confronta i tuoi contenuti con quelli dei tuoi concorrenti e realizza una lista di argomenti in linea con la personalità e il punto di vista dell’azienda. Potrai usarla per controllare se un topic soddisfa i tuoi standard.

 

Parole sì, ma non solo

Una grafica accattivante comunica più di tante parole: può identificarti in modo immediato come conservatore o innovatore, informale o tradizionale, di massa o esclusivo, etc… a seconda delle tue esigenze. Una buona idea è tenere aggiornato il design del magazine: un restyling ogni 18-24 mesi permetterà al tuo prodotto di non diventare stantio. Un nuovo look ha bisogno di una spiegazione dalla redazione sul perché rende la rivista migliore.

 

On paper o digital?

Entrambi! Per rispondere alle esigenze di un’audience che cambia rapidamente, i lettori devono poter scegliere le modalità di fruizione che preferiscono. Verifica come la tua rivista si adatta al mondo di oggi e, se serve, favorisci l’interazione tra carta e digitale, indirizzando le persone dalla rivista ai contenuti web e viceversa.

 

La tua storia raccontata

Un brand magazine funge da microcosmo del marchio: ne riflette opportunità e valori, genera lead, fidelizza, serve per rafforzare le pubbliche relazioni. Insomma è uno strumento infinitamente flessibile che puoi utilizzare per raccontare la tua storia sulla base degli obbiettivi di marketing che di volta in volta ti poni.

 

Non sai come trasformare in realtà la tua storia? Dai un’occhiata ai nostri lavori e contattaci

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