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Cosa si mangia nelle case in Giappone?

Siamo andati a Milano alla ricerca del Washoku (cibo giapponese). Ecco cosa abbiamo trovato a due passi dal Duomo.

 

Iniziamo col dire che ci sono delle differenze tra quello che pensiamo sia l’autentica cucina giapponese e quello che è davvero. Ho chiesto a mia madre (non un campione demoscopico ampio e variegato, ma sufficientemente engagé da poter essere presa in considerazione) quali immagini le venissero in mente associando le parole Giappone e cucina. Mi ha risposto “un gusto lontano dal nostro”, “ingredienti sconosciuti” e “sushi”. Ora, prima di parlare del ristorante nel quale abbiamo mangiato, mi preme stilare un breve compendio su cosa NON è la cucina casalinga giapponese:

> non è pesce crudo

> non è un sapore da “checosadiavolomistomangiando?!” (udite, udite anche nel sol levante mangiano la cotoletta!)

> non è composta da ingredienti fosforescenti e gelatinosi: sono i nomi a spaventare, molto più della sostanza.

 

Arriviamo alla Gastronomia Yamamoto e ci accorgiamo subito che c’è qualcosa di diverso – primo indizio: è una gastronomia! Non servono sushi e poi non c’è neanche la salsa di soia sui tavoli. E nemmeno preparano piatti cinesi o la pizza.

Qui ci sono solo i cibi che cucinerebbe tua nonna.
Se fosse giapponese.

 

Ecco qualche dato per spiegare la nostra iniziale confusione: sapete quanti ristoranti giapponesi ci sono in Italia? Tanti al punto che è difficile contarli tutti. Solo a Milano sono più di 400. Quanti sono veramente gestiti da giapponesi? Meno di 20! Forse anche per questo pensiamo che in Giappone si mangi sushi a profusione e ogni pietanza sia inondata dalla salsa di soia. La realtà nipponica è un’altra: diventare maestro di sushi è un’arte che richiede anni di preparazione e nighiri, maki e sashimi sono assaporati quasi solo al ristorante.

Insomma, pensare che il sushi sia il piatto più tipico del Giappone è come aspettarsi di trovare dentro la schiscia del lunedì l’uovo scomposto di Cracco.

 

Ecco perché il caso della prima gastronomia giapponese a Milano che non vende sushi ci è sembrato così interessante. Aya ha aperto la Gastronomia Yamamoto con la mamma Shin Chy a settembre 2017, in via Amedei 5.
La missione? Far assaggiare la cucina nipponica ai milanesi: alla vecchia maniera prendi e porta a casa, con la possibilità di acquistare il pranzo in graziose bento box (a 12 euro), oppure sedendosi a uno dei tavoli del ristorante.
Anche nell’ambiente c’è qualcosa di diverso. I toni scuri e le atmosfere soffuse tipiche dei locali nipponici lasciano il posto a un design minimal con pareti bianche, pavimenti colorati e tavoli di legno (un po’ giappo-retrò).

Il menu è diviso in antipasti e piatti principali. Per iniziare si può optare per della zucca stufata, un onighiri (lo spuntino di riso di Sailor Moon), un’insalata di patate alla giapponese o delle melanzane e peperoni saltati con miso. Scelgo la cosa che mi sembra più etnica e mi ritrovo tra le mani una ciotola di alghe Hijiki servite con tofu fritto e verdure: buonissime, dalla consistenza soda e per niente gelatinose.

 

Tra le portate principali mi convince il letto di riso con anguilla, Una-don. Lo vendono come “Una prelibatezza. Punto.”. Hanno ragione!

 

È il piatto più caro e costa 15 euro. È servito con il pepe giapponese Sansho, il cui aroma delicato di limone è usato per bilanciare i sapori grassi, come quello dell’anguilla. Ho visto persone piangere, giuro.

Non mancano i più noti salmone e sgombro grigliati al sale. E che dire della cotoletta? È di maiale e sembra proprio una cotoletta. Sa perfino di cotoletta. Il tocco nipponico si fa sentire nella salsa Tonkatsu (una sorta di Worcester giapponese)… C’è altro da aggiungere?

 

Ristorante approvato dunque! Un ultimo (ma prezioso) consiglio. Se scegliete di andare in compagnia di un irriducibile della triade pasta-pizza-mandolino mettetelo in guardia sulle porzioni: i giapponesi servono piatti più piccoli di quelli a cui siamo abituati e non troverete nessuna dolce vecchina ad assicurarsi che non stiate morendo di fame. Insomma, il rischio di concludere la cena e chiedersi “Buono l’aperitivo. Quando arriva il resto?” è dietro l’angolo.

 

 

Ecco la mappa di 15 ristoranti autenticamente giapponesi a Milano. Garantisce l’Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi!

 

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